martedì 1 marzo 2016

I DOLCI CONCERTI DI PINO LADISA - Reportage -

I DOLCI CONCERTI DI PINO LADISA


esibizione del Nico Morelli Trio nella prima Jazz Patisserie di Puglia
Invitato da un giornalista a dare la sua definizione di "lusso"  Gianni Agnelli  rispose "Viaggiare senza valigie". Abbiamo rivolto la stessa domanda a Pino Ladisa, titolare dell’ omonima pasticceria con sedi in Bari e Valenzano, e la risposta è stata "avere la possibilità di condividere con la gente le mie passioni: i dolci e la musica jazz".

Per realizzare il suo obiettivo, Pino Ladisa ha destinato degli spazi della sua pluripremiata pasticceria all’ascolto della musica jazz con la possibilità, per la fidelizzata clientela, di degustare le dolci prelibatezze da lui stesso settimanalmente ideate per il concerto in programma. Il tutto senza oneri aggiuntivi sul normale costo della consumazione.


 La domenica pomeriggio, musicisti di risonanza nazionale e mondiale  richiamano un numeroso ma selezionato pubblico di appassionati del genere nell’accogliente  dehor che può ospitare circa una sessantina di persone; mentre d’estate, all’aperto , il numero dei posti a sedere si raddoppia.
 Il primo investimento utile  al progetto è stato l’acquisto di un eccellente pianoforte a mezza coda da tenere stabilmente in loco . La presenza del pianoforte offre al direttore artistico Guido Di Leone, la possibilità di scegliere i gruppi musicali che prevedono la presenza del tastierista, senza il disagio di dover ogni volta portare e smontare l’ingombrante strumento.

FRANCESCO DE GREGORI il 9 marzo al Teatro Team di BARI


DE GREGORI" CANTA BOB DYLAN

  AMORE E FURTO” (Caravan/Sony Music)  è un album in cui Francesco De Gregori traduce e interpreta, con amore e rispetto, 11 canzoni di Bob Dylan:
“Un angioletto come te” (“Sweetheart like you”),
“Servire qualcuno” (“Gotta serve somebody”),
“Non dirle che non è così” (“If you see her, say hello”),
“Via della Povertà” (“Desolation row”),
“Come il giorno” (“I shall be released”),
“Mondo politico” (“Political world”),
“Non è buio ancora” (“Not dark yet”),
“Acido seminterrato” (“Subterranean homesick blues”),
“Una serie di sogni” (“Series of dreams”),
“Tweedle Dum & Tweedle Dee” (“Tweedle Dee & Tweedle Dum”),
“Dignità” (“Dignity”).

Lunedì 9 novembre – BARI – La Feltrinelli (Via Melo, 119) – ore 18.30




Giovanni Paisiello celebrato a Taranto - Reportage -


Cerimonia inaugurale dell’anno Paisielliano venerdì 26, al Circolo Ufficiali di Taranto, in occasione del bicentenario dalla morte del compositore tarantino Giovanni Paisiello.
Il Comitato del progetto “Taranto 2016 anno Paisielliano” costituitosi per l’occasione, ha individuato nell’avvocato Vincenzo Gigante la giusta figura di riferimento cui affidare il ruolo di Presidente, mentre il vice presidente è il prof. Domenico Rana, a sua volta presidente dell’Istituto musicale intitolato all’illustre compositore . Il comitato Artistico- Scientifico è composto da Paolo Ruta, Presidente della storica Associazione Musicale “Amici della Musica Arcangelo Speranza”, dal Maestro Lorenzo Fico (Presidente) e dai Maestri Lorenzo Maffei e Piero Romano dell’Orchestra Magna Grecia. Tra gli obiettivi che il Comitato si pone oltre ai festeggiamenti, riveste particolare importanza l’attenzione riservata alla necessità di statalizzare l’Istituto Superiore di Studi Musicali Giovanni Paisiello, per garantire la sopravvivenza della storica istituzione oltre che i posti di lavoro del personale docente e dei collaboratori. Il Paisiello conta oltre cinquecento allievi iscritti, provenienti anche dalla Basilicata e dalla Calabria.
 “Le manifestazioni – ha dichiarato l’assessore Mino Ianne – si svolgeranno nell’arco di dieci mesi e Taranto dedicherà tutte le sue energie per cogliere questa occasione di rivitalizzazione culturale e di rilancio della città e di tutto il territorio improntato sulla figura di questo grande personaggio della musica e della cultura. Taranto è inserita in un progetto di respiro nazionale e internazionale, pertanto l’amministrazione comunale, che ha già dato il suo formale patrocinio, si impegnerà al massimo per non perdere questa importante occasione”.
 Il Comitato di Taranto, assieme a quello di Napoli, ha aderito al Comitato Nazionale , presieduto dal Maestro Riccardo Muti.
Un’intensa collaborazione è iniziata già con Napoli, la città dove Paisiello compì gli studi ed esercitò per lungo tempo la sua attività; sono previsti scambi culturali anche con San Pietroburgo dove Paisiello soggiornò per alcuni anni ricoprendo prestigiosi incarichi per conto della zarina Caterina II° di Russia.


Domenico Rana ha sottolineato lo stato di abbandono in cui versa la casa natale di Paisiello, ubicata nei pressi della chiesa sant’ Andrea degli Armeni, e si è impegnato affinché inizi il restauro sia della casa che del secondo piano dell’edificio che ospita l’Istituto musicale, e per il quale sono stati stanziati duecentomila euro.
Nei giorni scorsi rappresentanti istituzionali, referenti di associazioni culturali e semplici cittadini si sono riuniti presso il Teatro Orfeo, generosamente messo a disposizione dai titolari, i fratelli Luciano ed Andrea Di Giorgio per protestare contro la ventilata chiusura del nostro Conservatorio attraverso un gradevolissimo concerto tenuto dagli stessi alunni e docenti, cui si sono unite le voci degli intervenuti e dei personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno testimoniato attraverso simpatici videoclip.
Una città per il proprio Conservatorio ma anche per la giusta visibilità al proprio musicista.
Le manifestazioni celebrative organizzate dal comitato si svolgeranno, oltre che a Taranto, anche a Napoli, Milano e San Pietroburgo. Il programma completo è consultabile sul sito: http://www.comitatopaisielliano2016taranto.it/
Daniela Gerundo

Ultimo evento al San Severo Jazz Festival il 19 Marzo 2016

L’evento di punta, a chiusura della stagione SAN SEVERO WINTER JAZZ FESTIVA 2015/2016, la VI^ presso il Caffè Tra Le Righe Spazio@Off ed in collaborazione con l’Associazione Amici Jazz San Severo, vede un’altra grande leggenda del jazz vivente, il sassofonista: GARY BARTZ che si esibirà in quartetto con Barney McAll: piano James King: bass Francisco Mela: drums.


Giancarlo Giannini in SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE al teatro Orfeo di Taranto -Reportage-


SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE…progetto di Giovanni Bellucci dedicato a William Shakespeare nel 400° anniversario dalla morte
Non potevano che essere due “fuoriclasse” della recitazione e della musica a ricordare, con la giusta intensità emotiva ed espressiva, i 400 anni dalla scomparsa del “Bardo”, del “Cigno dell'Avon” o semplicemente di William Shakespeare.


"Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla" di VALENTINA PERRONE Domenica 6 marzo al Caffè Letterario “Cibo per la mente” a Taranto


"Un caffè in ghiaccio con latte di mandorla" di VALENTINA PERRONE [Esperidi Edizioni] sarà presentato Domenica 6 marzo, alle ORE 19.00 al Caffè Letterario “Cibo per la mente” – Palazzo Gennarini, Via Duomo 237 – 74123 Taranto Vecchia – Tel.099 400 75 20 ciboperlamentetaranto@gmail.com
A conversare con la giovane scrittrice l’amico musicista e compositore  Fulvio Palese che, tra una chiacchiera ed un caffè suonerà, con i suoi sassofoni,alcuni brani tratti dal CD The Comics Tune.
Il volume.
“Una donna prende un caffè e aspetta. In Salento, d’estate, lo mescola a volte col ghiaccio e il latte di mandorla, così il gusto amaro magicamente si annulla, la freschezza è piacevole. Poi la dolcezza prende vita e si fa assaporare”. Negli undici racconti contenuti nel volume, la penna lieve ma incisiva dell’autrice traccia percorsi di vita di donne coraggiose che si imbattono nel dolore e nella prova ma che, unicamente grazie al loro coraggio, riescono a rinascere e continuare a vivere e a viversi. Le donne, qui narrate come in un diario dall’eterno presente, sono persone comuni e “normali”, dipinte tra i luoghi del Salento cari all’autrice, dedite alla loro quotidianità fatta di casa, amori, lavoro e soprattutto di caffè. Le storie nascono, crescono e si evolvono così come le protagoniste, tutte con lo stesso nome e cognome: Donna e Coraggio. (Disegno di copertina di Enrica Ciurli).






Valentina Perrone nasce a San Pietro Vernotico (Br) il 13 febbraio del 1980; vive tra Guagnano e Salice Salentino (Le). Laureata in Pedagogia dell’Infanzia e in Scienze Pedagogiche presso l’Università del Salento, ha collaborato con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo salentino svolgendo studi e ricerche nell’ambito dei processi formativi e dell’educazione degli adulti, partecipando alla stesura di testi di settore. Giornalista pubblicista, scrive per Nuovo Quotidiano di Puglia e Affaritaliani.it, collaborando inoltre con alcune testate locali tra cui GuagnanoInforma.net. Nell’agosto del 2015 ha ricevuto la Menzione Speciale al “Premio Giornalistico Terre del Negroamaro” indetto dal GAL Terra d’Arneo, assegnato ogni anno alle migliori firme del giornalismo italiano. Valentina adora i cani ed opera attivamente con associazioni a sostegno degli animali. Del Salento ama ogni angolo e frammento di terra, lasciandone traccia in ogni cosa che scrive. Dedita alla scrittura sin da piccola, ha fatto di quel nero su bianco la parte più bella della sua vita.

Raffaele Casarano ha presentato il suo ultimo lavoro discografico al Petra di Ceglie Messapico (BR) - Reportage -


Mal d'Africa:legame che si crea tra la nostra essenza più profonda e la terra selvaggia, suscitando profonda nostalgia per una civiltà perduta, per un passato primitivo in cui si esalta il valore della tradizione ed il desiderio di continuare a rimanere legati ad una terra ancora da affrontare a piedi nudi.
Il mal d’Africa è afrodisiaco, disgregante, annientatore; una patologia che affascina ma fa paura. Paura delle forze irrazionali che l’uomo in tante migliaia di anni è riuscito in Europa a respingere e dominare, e che in Africa invece sono ancora soggioganti.
Giungendo in Africa si entra in uno spazio in cui  domina un tempo indefinito, eterno, così come indefinita e priva di diversificazione è quella terra incantata, immersa in una magica dimensione dal forte potere evocativo di ricordi e immaginazioni .
Tutto ciò che si vede penetra prepotentemente nei meandri della propria interiorità,creando una sensazione di profondo arricchimento e di perfetto equilibrio tra il dentro ed il fuori.
Dal Mal d’Africa non si guarisce: una volta che ci si è ammalati si ha la consapevolezza che non si potrà mai più fare a meno di desiderare di tornare là, in quello spazio selvaggio, negazione di civiltà, locus di sfida all’ignoto.



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