martedì 1 marzo 2016

Raffaele Casarano ha presentato il suo ultimo lavoro discografico al Petra di Ceglie Messapico (BR) - Reportage -


Mal d'Africa:legame che si crea tra la nostra essenza più profonda e la terra selvaggia, suscitando profonda nostalgia per una civiltà perduta, per un passato primitivo in cui si esalta il valore della tradizione ed il desiderio di continuare a rimanere legati ad una terra ancora da affrontare a piedi nudi.
Il mal d’Africa è afrodisiaco, disgregante, annientatore; una patologia che affascina ma fa paura. Paura delle forze irrazionali che l’uomo in tante migliaia di anni è riuscito in Europa a respingere e dominare, e che in Africa invece sono ancora soggioganti.
Giungendo in Africa si entra in uno spazio in cui  domina un tempo indefinito, eterno, così come indefinita e priva di diversificazione è quella terra incantata, immersa in una magica dimensione dal forte potere evocativo di ricordi e immaginazioni .
Tutto ciò che si vede penetra prepotentemente nei meandri della propria interiorità,creando una sensazione di profondo arricchimento e di perfetto equilibrio tra il dentro ed il fuori.
Dal Mal d’Africa non si guarisce: una volta che ci si è ammalati si ha la consapevolezza che non si potrà mai più fare a meno di desiderare di tornare là, in quello spazio selvaggio, negazione di civiltà, locus di sfida all’ignoto.





E Raffaele Casarano ci è tornato ben quattro volte in Africa, per immergersi in quella composita dimensione di ritmi e colori, di tramonti incendiati e aurore luminose, di misticismo e animismo, di “magia e paura”, come ha scritto Alberto Moravia nei suoi romanzi ambientati nel continente nero.

“ La musica mi ha portato ben quattro volte in Africa a tenere concerti. Non si dimentica facilmente una terra del genere. Là si respira la reale verità dell’esistenza. Laggiù la musica è nell’essenza stessa delle cose, tutto è ritmo, e il ritmo lo si suona scandendolo con strumenti semplici e anche con il solo battito delle mani. La musica è ovunque, è libertà, condivisione, è improvvisazione. In altre parole, è jazz.”

Raffaele Casarano, musicista e compositore, oltre che attento indagatore di tendenze  musicali, è tra i più talentuosi e noti interpreti della New Jazz Generation italiana. Direttore artistico e ideatore del “Locomotive Jazz Festival”, giunto alla decima edizione nel 2015, è tra i nomi di punta della“Tùk Music” diretta da Paolo Fresu per la quale ha già inciso “Argento”,  “Noé” e “Medina”, il nuovo disco presentato sabato 20 febbraio al “Petra”, il tempio del jazz di Ceglie Messapico(BR) gestito dalla simpatica famiglia Silibello.

Già lo stesso titolo svela l’intento di evocare il Medioriente e le tante affinità con la nostra regione, terra positivamente segnata dall’influenza araba nelle architetture, come nei sapori, negli aromi, nelle sonorità e nelle danze. ‘Medina’ racconta  la policroma bellezza di un paese lontano, cercando di esprimerne  tutta la dolcezza, la passione ed i tormenti che la assimilano alle zone di Puglia affacciate sullo stesso mare.




“Quando ho immaginato la musica di ‘Medina’ avevo in mente un suono romantico, rarefatto; un disco denso di narrazioni e sfumature, un incontro tra jazz, musica sinfonica e musica elettronica”.
Ascoltando ‘Medina’ si ha subito l’impressione di essere proiettati al centro di quel crocevia mediorientale,punto di incontro tra differenti culture, nel quale la diversità ed il confronto si fanno materia di conoscenza. Sin dalle prime note ci si trova dinanzi ad un disco di rara bellezza per il suo fluire sinuoso tra varie aree musicali, sempre in perfetto equilibrio tra loro;differenti stili trovano nell’armonia il comune denominatore che trasforma le narrazioni sonore in preziosi orditi musicali anche attraverso i superbi virtuosismi che caratterizzano le esecuzioni di musicisti giovani ma di provata esperienza, quali sono Raffaele e Mirko.

Il numeroso e competente pubblico presente al raffinato concerto ha potuto apprezzare la perfetta sintonia e la profonda intesa esistente tra gli amici di sempre, Mirko Signorile e Raffaele Casarano, che si esprimono non solo tramite eccellenti abilità strumentisti che, ma anche attraverso una comunicazione gestuale che evidenzia il fil rouge che lega il cuore, l’anima, il cervello, il corpo in una esaltante unicità che testimonia la piena maturazione artistica raggiunta da Raffaele e da Mirko.
Un concerto di pregevole eleganza ed indiscutibile complessità, che conferma l’immenso  talento del compositore Raffaele Casarano, orgoglio di Puglia, entrato ormai nell’olimpo dei migliori compositori jazz della nostra penisola.

Daniela Gerundo

0 commenti:

Posta un commento

Lascia il tuo commento a questo POST o, meglio ancora, la recensione allo spettacolo dopo che lo avrai visto!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...