martedì 1 marzo 2016

Giancarlo Giannini in SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE al teatro Orfeo di Taranto -Reportage-


SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE…progetto di Giovanni Bellucci dedicato a William Shakespeare nel 400° anniversario dalla morte
Non potevano che essere due “fuoriclasse” della recitazione e della musica a ricordare, con la giusta intensità emotiva ed espressiva, i 400 anni dalla scomparsa del “Bardo”, del “Cigno dell'Avon” o semplicemente di William Shakespeare.



Giancarlo Giannini e Giovanni Bellucci, nel recital musicale “Sogno di una notte di mezza estate”, andato in scena al teatro Orfeo di Taranto, giovedì 25 febbraio hanno manifestato amore e ammirazione per il poeta più rappresentativo del popolo inglese, attraverso un magico connubio di suoni e parole in grado di evocarne l’incommensurabile fascino e la prorompente personalità.
Pubblico rapito dalla maestria dei due eccellenti interpreti ma anche avido di riprese, foto, registrazioni…tutto quanto non consentito, ma giustificabile dal desiderio di conservare il ricordo di una serata che si preannunciava come spettacolo di punta di un cartellone comunque strutturato su concerti e rappresentazioni di grande bellezza e personaggi di fama internazionale.





Le lunghe e affusolate dita di Giovanni Bellucci hanno danzato sulla tastiera lasciando vibrare nello spazio sonate e sinfonie di Beethoven, notturni e composizioni di Chopin, Liszt, Alkan ; musica romantica atta a suscitare quell’ inquieto e struggente stato d’animo che i tedeschi definiscono “Sehnsucht”, una sorta di “desiderio del desiderio”, quell’ andare sempre alla ricerca di qualcosa, ponendosi nuovi traguardi. Sensazioni  che rimandano alla “saudade” portoghese o al “fiore azzurro” “die blaue blume” di Novalis: il desiderio, l'amore e lo sforzo metafisico di accostarsi all'infinito e all'irraggiungibile.





La voce di Giannini resa ancora più calda e sensuale da un raffreddore stagionale ha fatto il resto; l’affascinante Giancarlo ha declamato monologhi da “Enrico VIII”, “Otello”, “Giulio Cesare” fino all’attesissimo “Amleto” passando attraverso il “Sogno di una notte di mezza estate” fino alla …fine del sogno di un indimenticabile concerto, in una serata primaverile tarantina.

Daniela Gerundo


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