martedì 9 febbraio 2016

“Mirazh” all'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca. -Reportage-


“Mirazh” è il nome del progetto discografico che il Duo Far Libe, composto dal pianista jazz e compositore Mirko Signorile e dalla cantante barocca Giovanna Carone, ha presentato Giovedì 4 febbraio presso l’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca.
Il concerto è stato organizzato dal Presidio del Libro di Martina Franca nell’ambito degli eventi programmati per il Mese della Memoria.
La felice alchimia tra i due artisti ha prodotto un progetto musicale affascinante e misterioso, dallo stile fluido ed allo stesso tempo articolato, ricco di sfumature e riferimenti musicali in cui tradizione yiddish, improvvisazione jazz, cultura musicale dell’Est Europa, melodie classiche e di impronta folcloristica hanno trovato armonica composizione.
Strutturato su un concept di alto profilo culturale,Mirazh è composto da brani liberamente ispirati a “Le Città Invisibili” di Italo Calvino ed a “Il Libro dei Viaggi” di Beniamino di Tudela, con musiche scritte da Mirko Signorile su testi e traduzioni di Luca Basso e di Marisa Romano docente di lingua e letteratura Yiddish all'Università di Bari.
Il risultato è un armonioso incontro tra idiomi,culture e tradizioni yiddish e italiane;un' incantevole raccolta di musiche e parole, nelle loro forme più profonde ed evocative, dove pianoforte e voce accompagnano l’ascoltatore in un viaggio immaginario verso luoghi fantastici che hanno qualcosa in più della materialità. Un viaggio ideale alla scoperta di un universo sonoro - poetico ammantato di misticismo e magia, in un non-luogo dove tempo e spazio si dissolvono a favore di una dimensione di sogno e fantasia.




Dai testi dei brani contenuti in “Mirazh” emergono immagini di straordinaria suggestione ma anche spunti di riflessione su temi profondi quali il ritorno, la memoria, l’osservazione, il confronto, l’immaginazione; la musicalità agisce con ammaliante magnetismo e trascina l’ascoltatore verso uno spazio ignoto pervaso dagli incipit fantasiosi del pianoforte di Mirko e dalla voce soffusa e decisa di Giovanna.
Attraverso un lavoro pregevole condotto con equilibrio e passione,i due musicisti sono riusciti, a produrre una compilation di brani di alta scuola, supportati da eleganti e raffinati passaggi melodici al punto da rischiare lo sconfinamento nella retorica e conferire al progetto la connotazione di puro esercizio stilistico.
Invece alla retorica si è sostituita la sorpresa:il disco è uno stupefacente scorrere di fotogrammi di luoghi, genti, fantasie e sogni che trovano traduzione nel flusso della musica e della voce, nella delicatezza del fraseggio pianistico di Mirko, nella morbida spigolosità della lingua yiddish, nella intensità della voce di Giovanna capace di improvvise esaltanti mutazioni . Ed ecco la musica farsi fantastico mezzo di trasporto: si viaggia,si parte e si ritorna sospinti dal soffio delle note.
La profondità dei temi e l’elevatezza delle visioni hanno rischiato di far apparire “Mirazh”come un disco destinato a ristrette élite in grado di decodificarne itemi ed apprezzarne i toni, e per questo destinato a rimanere lontano dalla gran parte del pubblico.


Ma basta lasciarsi avvolgere dall’aura di magia e dalla forza creativa che Mirko e Giovanna hanno impresso nel loro progetto per comprendere che l’universo musicale è ricco di galassie non ancora esplorate e tanta musica deve essere ancora scritta, codificata, ascoltata, sperimentata,slegata da vincoli, vissuta attraverso l’anarchia della passione.

Daniela Gerundo




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