martedì 29 dicembre 2015

JAZZ IT UP QUARTET al San Severo Jazz Winter il 18 Dicembre 2015 - Reportage -

Ricevo con piacere e pubblico con soddisfazione la recensione del Direttore Artistico dal San Severo Jazz Winter di San Severo (FG) relativa al concerto "Jazz It Up" che vi presentai in un post di questo blog non molto tempo fa. Il post fu uno dei più letti nella settimana in cui fu pubblicato e il commento più che positivo di Antonio Tarantino è la conferma che i lettori di questo blog sanno scegliere bene e si interessano agli eventi quando promettono emozione e spettacolo. Grande soddisfazione!

Ecco la recensione di Antonio Tarantino:




 JAZZ IT UP QUARTET
- TEMPI DISPARI -

VINCENZO TOTTA: chitarra
SIMONE COLASANTE: pianoforte
MARCO BRUNO: basso elettrico
SHANTI COLUCCI: batteria

Non mi sbagliai quando ebbi modo di scrivere nel presentare a tutti voi il JAZZ IT UP QUARTET alla vigilia del loro concerto a SAN SEVERO WINTER JAZZ – Venerdì 18 Dicembre - nell’ormai storico Jazz-Club della città - Caffè Tra Le Righe@Spazio Off - :
<< L’apertura di questi ragazzi verso moderne soluzioni musicali è sorprendente e prepotente tanto da porci in condizioni di interrogare noi stessi su cosa sia davvero il Jazz Moderno >>

Queste parole le ho tratte quando lessi per la prima volta la loro biografia, anche se conoscevo le doti artistiche del sanseverese Vincenzo Totta alla chitarra, però in una chiave prettamente rock-pop, e cioè:
“ Il quartetto propone un repertorio di standard e classici del jazz riarrangiati e riproposti in chiave –moderna - ed elettrica, creando un sound che accosta la tradizione ai ritmi e alle armonie del jazz moderno in un alternarsi di swing elettrico, tempi dispari, virtuoso solismo e ritmi drum 'n bass e funk “.

Ci sono degli aspetti della vita quotidiana ai quali siamo naturalmente abituati tanto che, nella maggior parte dei casi, non ce ne rendiamo nemmeno conto. Di solito ce ne accorgiamo quando incontriamo qualcosa che non collima con le nostre abitudini e, proprio per questo, ci salta all'occhio.

E’ il caso proprio del “Tempi Dispari” che ha attratto in particolar modo la mia curiosità ed è assolutamente quanto prodotto, elaborato ed eseguito venerdì sera 18 dicembre dai quattro giovani talentuosi. Un incontro tra la migliore tradizione jazzistica americana e la cultura mediterranea ed europea di concezione melodica. Contrasti di stili e groove differenti che mi hanno coinvolto e credo anche tutti i presenti, dall’inizio alla fine.




Jazz moderno non so fino a che punto,  perché di moderno si parlava già nel 1959 quando Dave Brubeck con l’album “Time Out” inserì nel jazz metriche dispari, credo per la prima volta, ed il famosissimo brano “Take Five” in 5/4 del sassofonista Paul Desmond ne è l’esempio concreto. Brano quindi di importanza seminale nella storia del jazz moderno di allora con misure metriche molto poco sfruttate nel jazz in precedenza e al contrario presenti in forma massiccia nella musica popolare del centro e dell'est dell'Europa, nella musica africana e nella musica tradizionale indiana.


Oggi, suonare la chitarra, il piano, la batteria, il basso, in “ tempi dispari “ non viene naturale a nessuno, nel modo più assoluto e quindi, può ritenersi moderna questa metrica musicale che si acquisisce con un’abilità a cui ci si può arrivare quando si suona con una certa disinvoltura e la sonorità risulta alquanto articolata, specialmente se accompagnata da un’alta velocità di esecuzione per trasmetterci automaticamente delle precise emozioni: euforia, serenità, energia, aggressività, e così via.

Principalmente frutto di un intenso interplay e feeling che i quattro pionieri del jazz di oggi hanno dato prova di piena maturità di linguaggio, considerando che il gruppo è nato nel 2013 e la loro età media è di appena 30 anni. Come pure, perfetta l’esecuzione dei brani che abbiamo ascoltato nell’arco di circa un’ora e mezza:

·         SOLAR (Miles Davis)
·         JU JU (Wayne Shorter)
·         ELEVATION OF LOVE (Est Trio - Esbjörn Svensson Trio)
·         GANESH (Jazz It Up)
·         ONE (Jazz It Up)
·         GIANT STEPS (John Coltrane)
·         SEVEN DAYS (Est Trio - Esbjörn Svensson Trio)
·         NAIMA (John Coltrane)
·         SIMONE (Frank Foster)

Il 2015 è stato per il JAZZ IT UP QUARTET un anno meraviglioso, un crescendo di consensi sia da parte del pubblico, ma soprattutto da parte di tantissimi critici musicali del settore. Essere invitati dal grande maestro Enrico Intra in un ensemble per festeggiare il suo 80 compleanno non è da poco, come pure, affermarsi al secondo posto al concorso nazionale “Chicco Bettinardi” del Piacenza Jazz Fest 2015, la dice tutta.

E, noi del San Severo Winter Jazz siamo entusiasti di tutto questo e l’auspicio di una prossima, sarà la prima per loro, produzione discografia per riaverli ancora qui con noi.
Grazie ancora per aver trascorso una frizzante serata insieme a dei veri ed autentici protagonisti del jazz italiano di oggi.

Insomma, dispari è bello, se lo si sa usare, e ……… SAN SEVERO WINTER JAZZ E’ INNANZITUTTO ORIGINALITA’ DEI PROGETTI.

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