lunedì 9 marzo 2015

Pasquale Innarella Trio al San Severo Jazz Winter -Live Report- di Antonio Tarantino

Con grande piacere pubblico il Live Report che mi ha inviato il grande Antonio Tarantino, direttore artistico del San Severo Jazz Winter. La serata di cui ci parla è quella dello scorso 6 Marzo in cui è stato ospite principale Pasquale Innarella e di cui vi avevo parlato in un post di pochi giorni fa. Se avete perso la grande opportunità di essere presenti il report che segue sarà un modo per rimediare.

Ma ecco la serata raccontata direttamente da Antonio Tarantino:


E’ diventata ormai consuetudine avere in preserata al San Severo Winter Jazz, prima del  concerto evento in programma, la presentazione di un libro insieme all’autore.


Protagonista questa volta lo scrittore FABIO CIMINIERA, nonché critico musicale, redattore di Jazz Convention (www.jazzconvention.net), autore dei programmi di Jazz Convention on TV, per presentare il suo ultimo lavoro editoriale “IL TEMPO DI UN ALTRO DISCO”.

Un libro che ho trovato molto interessante per facilità di lettura ed argomenti che sono sempre stati gli Amici più Cari che hanno e continuano ad accompagnare  questo mio percorso di vita: La Musica Rock e la Musica Jazz.


Naturalmente, segue il mio ringraziamento di cuore insieme a tutti gli Amici Jazz San Severo per aver accolto il nostro invito e parlarci un po’ di questo suo nuovo lavoro cartaceo che, a mio avviso, merita davvero uno sguardo ed un’analisi più approfondita perché non può esaurirsi  in uno spazio breve di circa 40 minuti.
Giusto tanto per suscitare l’interesse dei presenti fra domande e risposte che si sono susseguite e la curiosità indotta ad acquistare il volume.

L’atteso concerto al Caffè Tra Le Righe, in collaborazione con l’Associazione Amici Jazz San Severo, è stato un autentico connubio di suoni ed emozioni e, in piena armonia con il tema  della rassegna in corso:

“ATTUALITA’ DELLA MEMORIA”

“Uomini di Terra”, l’ultimo capolavoro discografico di PASQUALE INNARELLA, ha riassunto il folklore tipico dei canti popolari dei braccianti e contadini del sud. Il temperamento forte dell’autore, sia fisico che musicale, ha ben evindenziato con uno spazio musicale tutto suo, una tradizione ed un ricordo che si stavano perdendo nel tempo, evocando in perfetta armonia di note musicali la brillante figura di un “Uomo Di Terra”, brano dedicato a Giuseppe DI VITTORIO.
Uomo di terra, perché anch’egli contadino, bracciante, sindacalista.

Non so se alla mia memoria possa sfuggire un lavoro precedente con tema analogo di qualche altro musicista, sia esso pop, e/o rock o jazz.


Di certo Innarella, fuori dalle mode e non preoccupandosi più di tanto della commerciabilità del disco prodotto, con un sound roccioso, tipico, fatto di improvvisazione radicale e senso melodico che fuoriuscivano dai suoi sassofoni (alto, soprano e tenore) in una fusione stretta e vivace, ha raccontato musicalmente storie belle, insieme al groove percussivo ed elegante del vibrafono di Francesco Lo Cascio, uno strumento principe per la prima volta presente sul palcoscenico del salotto del caffè.

Il timbro mediano del contrabbasso di Pino Sallusti, coadiuvato dal drumming incalzante di Roberto Altamura hanno pienamente saputo ricamare questa bellissima cornice ricca di strutture ritmiche inedite, capace di dosare il timbro e piegarlo a suo piacimento a favore della melodia come nei brani "Festa contadina" e in “Donne Delle Tembe” a cui si aggiunse nel finale un sound dal profumo arabesco.


E cosa dire della bellissima interpretazione del brano a firma di Vinicio Capossela“Non è l’amore che va via” e di quel canto africano “Malayca”, con slanci impetuosi e aperture liriche che si inseguivano continuamente e farne uno stile tipico di Pasquale Innarella.

Da parte mia, davvero un grazie a tutti gli Ospiti della serata per aver regalato a San Severo Winter Jazz un’ altra indelebile serata, come pure, voglio segnalare e ringraziare il pubblico, sempre meraviglioso, attento ad ogni cambiamento di stile e fraseggio musicale che ha lungamente accompagnato i quattro musicisti con lunghi e meritatissimi scroscianti applausi, tanti da farsi concedere il bis con il brano clou della serata: “UOMO DI TERRA”.





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