lunedì 1 dicembre 2014

MORGERA PARTIPILO << BLACK OUT >> New Project - Reportage -


Un altro appuntamento al San Severo Winter Jazz e un altra recensione/reportage che il puntuale direttore della rassegna Antonio Tarantino ci ha fatto pervenire. Riportiamo la sua recensione ed il contributo del protagonista della serata. Grazie per le foto e grazie per aver pensato al Blog.


Reportage concerto - evento del 28 novembre


MORGERA@PARTIPILO << BLACK OUT >> New Project

FABIO MORGERA: trumpet
GAETANO PARTIPILO: alto sax
BRUNO MONTRONE: hammond organ
MASSIMO MANZI: drums

 Ieri Sera, Fabio Morgera ha dato lezione che il jazz è e sempre sarà musica nera.

 Dopo più di tren'anni tra New York e States, il trombettista Fabio Morgera si presenta al Caffè Tra Le Righe/Spazio Off con un nuovo progetto " BLACK OUT " che definisce "freejazzfunk", commistione tra le migliori e più stimolanti esperienze avute nella Grande Mela. Una miscelata con il groove più autentico e funk che si può ascoltare oggi a New York. Il tutto guidato da quella particolare direzione dei musicisti in tempo reale, la cosiddetta " Conduction", acquisita grazie alla esperienza con il grande Butch Morris per la quale ha recentemente creato un'apposita orchestra a Firenze dove risiede per pochi mesi all'anno.

 Il concerto – evento di ieri, al contrario di quanto abbiamo avuto modo di assistere in questi primi quattro anni di San Severo Winter Jazz, al Caffè Tra Le Righe/Spazio Off, non è stato un semplice concerto, una serata monotematica, anzi, il trombettista italo-americano alla sua Musica ha aggiunto tematiche politico sociali di ieri e di oggi. 

 Ogni brano eseguito trattava un tema , ogni brano non era semplicemente il risultato di una straordinaria e perfetta coesione tra i quattro Musicisti, assolutamente equilibrati nel procedere insieme, ma anche nel lasciarsi i giusti spazi per esprimersi al meglio... . specialmente quando si è entrati nella "Conduction" tema molto amato da Fabio. 

 Ieri sera mi ha trasmesso una forte sensazione, come se ogni brano eseguito avesse un Valore Aggiunto:
<< un’Anima >> , o meglio, << Un’ Anima Nera >> .

 Un modo di interpretare e raccontare in Musica il pensiero di FABIO MORGERA, la sua criticità su tantissime problematiche che attanagliano il mondo intero: la guerra israele-palestinese, la tregua di una guerra, anche di un solo giorno, per raccontare con un suo splendido brano la gioia dei ragazzi e dei tantissimi giovani palestinesi martoriati da una guerra lunghissima e privati della gioia di vita : - Un Giorno Di Pace -

 E ancora, temi come il colonialismo, il razzismo, la globalizzazione, l’egocentricità della cultura europea, il consumismo, i disastri provocati dalla natura contaminata dalla cosiddetta civiltà industriale .

 All’egocentricità della cultura europea risponde con un bellissimo brano di Joe Herderson e magistralmente reintepretato : “ Afro-Centric “ e continuare per circa due ore con tanti altri brani a sua firma come:
- The Incredible Truth, 
- Holy Ganja,
- Positive,
- Give Hope To Our Children

 Naturamente Morgera avendo sempre a cuore il ricordo della sua città natale, Napoli, esegue brani tratto dal bellissimo cd Neapolitan Heart:
- Vomero,
- Vesuvius,


 In questo progetto " Black Out " c’ è spazio per tutti, come i brani eseguiti a firma dell’applauditissimo GAETANO PARTIPILO:
- Ozich,
- Wall and Water,
- Sleeping Art Afternoon.
- Jenia

 Come pure non mancano brani a firma del mitico MASSIMO MANZI che ha letteralmente incantato il pubblico del Caffè:
- Caratteras,
- Larsen
naturalmente, senza trascurare la creatività del giovanissimo BRUNO MONTRONE al suo hammod organ.

 Inutile dire quanto i musicisti debbano a questo gigante: La sua musica è in tutti i sensi Black American Music. 

 Mi piace raccontare e ripetere questo particolare per meglio capire il significato della BAM: Ellington non amava la parola jazz, perché è da sempre una parola offensiva, scelta dai discografici e produttori bianchi più che dai musicisti neri. Duke - continua Morgera - chiamava la sua musica Negro American Music, mentre oggi si preferisce sostituire black a negro. Quando si parla di jazz si può dire tutto e il contrario di tutto, dimenticare perfino che questa è musica nera, e spacciare per jazz qualsiasi cosa, perfino Gino Paoli o Baglioni o di quanto assistiamo ai grandi festival jazz italiani, come Umbria “Asocial” Jazz, dove trovi tutto e il contrario di tutto.

 A maggior ragione, voglio anche ringraziare L'Amico Nicola Gaeta, autore del libro BAM - IL JAZZ OGGI A NEW YORK, per aver accolto il mio invito e condividere insieme questa splendida serata e per aver contribuito nella sua breve presentazione a spiegare il Valore intriseco della parola BAM.

 Ieri sera ho incontrato un Musicista, capace e coraggioso di mostrare nella sua musica tutto l’orgoglio per la propria tradizione musicale, peraltro non solo e semplicemente emulata nostalgicamente, ma decisamente aggiornata e condita con ingredienti sufficientemente moderni e originali.

 In sintesi, è stato un concerto stimolante, divertente e swingante, apprezzato e largamente applaudito dal pubblico di San Severo Jazz.

 Antonio Tarantino
 Direttore Artistico San Severo Winter Jazz

 - N.B. – di sotto il commento del Maestro Fabio Morgera



 Fab Morgera 

 << Volevo solo precisare la mia opinione sulla parola JAZZ che viene spesso e involontariamente fraintesa anche dai giornalisti: Non credo che il JAZZ sia solo ed esclusivamente musica nera, anzi , ultimamente sotto quest'etichetta si propone moltissima musica bianca a mio avviso noiosa ed inutile... JAZZ non e' altro che un brand, una parola di mercato che fin dall'inizio e' stata usata dai bianchi per vendere musica afro-americana e le sue varie interpretazioni bianche ai pubblico dei bianchi. Dalla Original Dixiland Jass Band a Paul Whiteman a Benny Goodman fino ad arrivare a Kenny G e Lady Gaga, i vari stili del cosiddetto JAZZ sono sempre nati dalla creativita' e dalla tradizione dei neri d'America per poi essere riutilizzati in chiave bianca e rivenduti ai bianchi . Ecco perche' e' arrivato il momento di fare un distinguo fra musica che riconosce e rispetta appieno le sue radici afroamericane , che e' giusto chiamare Black American Music (BAM), e tutto il resto che invece con le suddette radici ha poco a che vedere, e che per quanto mi riguarda puo' tranquillamente continuare a farsi chiamare JAZZ ... Anche perche' la mia non e' una critica a chi propone quello che chiamano JAZZ , ma e' un voler prendere le distanze da un genere che ha ormai perso le radici afroamericane (perche' non le vuole riconoscere e non le ha nemmeno mai riconosciute appieno) . Peccato solo che molti dei fondi pubblici destinati al JAZZ e al JAZZ ITALIANO vadano proprio ai quei festivals dove invitano personaggi come Gino Paoli, Renzo Arbore, Fiorella Mannoia e Bobby Solo, mentre la musica afroamericana (che puo' essere suonata da chiunque, s'intende, non solo da chi ha la pelle scura) bisogna andarsela sempre a cercare col lumicino. #BAM! >>

 Mille grazie al direttore artistico Antonio Tarantino , e a Nicola Gaeta, Gaetano Partipilo Full, Massimo Manzi e Bruno Montrone per la bellissima serata al Caffè tra le Righe Spazio Off di S.Severo ... 


0 commenti:

Posta un commento

Lascia il tuo commento a questo POST o, meglio ancora, la recensione allo spettacolo dopo che lo avrai visto!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...