mercoledì 17 dicembre 2014

Fast Animals And Slow Kids in concerto al Demodè di Modugno (BA) a Gennaio.


Fast Animals And Slow Kids. Ne avete mai sentito parlare?
Io no, fino a quando non mi hanno segnalato un loro concerto per il prossimo 3 gennaio 2015.
Ma adesso che lo so non vorrei perdermi la serata che ci aspetta al  Demodè Club / Modugno - Via dei cedri, 14 (BA) anche perché oltre al concerto gli organizzatori hanno anche pensato
ad un 
Opening act - The Pier 
(giovane promessa)
e ad un 
After show - You Play 
 (playlist interattiva)

Il concerto rientra nella "Rassegna Fuori Tempo"  in collaborazione con Beat Room. 

Apertura cancelli - 21.30
Start - 22.00

Ticket: € 10,00 + diritti di prevendita 

Prevendite in arrivo!


Finalmente un po' di sano Rock Made in Italy. Ci voleva nel palinsesto pugliese.

"Guardare al mondo da un posto buio e freddo: questo è Alaska, terza fatica dei Fast Animals and Slow Kids, ragazzini ormai cresciuti tra le next big things degli ultimi anni, e alla ricerca della definitiva consacrazione con un lavoro il cui titolo è tutto un programma di ghiaccio & granito.
Dagli esordi di Cavalli, il quartetto di Perugia ha saputo insegnarci una lezione preziosa: l’abito fa il monaco, e nessun monaco sa cambiare d’abito come la musica rock (nel senso più stretto del termine), a dispetto delle waves che, all’estero quanto nel nostro paese, lo hanno a più riprese dato per spacciato. Alaska costituisce un ulteriore passo avanti in questo processo di revilitazzione, ed un’occasione per la band per consolidare il sound che ormai li rende riconosciuti ed apprezzabili: enormi chitarre rocciose, beat dilatati e imponenti, una voce aggressiva e graffiante."
(Da L'Indipendente) 

"Un macigno, per l'intensità dei brani e per la compattezza. "Alaska" è un monolite senza crepe, non è qualcosa in cui insinuarsi, ma qualcosa che ti arriva addosso. L'”Overture” lenta, con un giro che ricorda i CSI di "Memorie di una testa tagliata", è uno dei due momenti in cui le chitarre non ti fanno vibrare le corde a un centimetro dalle orecchie. L'altro momento è "Il vincente", parentesi con piano che alza i livelli di emotività prima di un epico "Grand Final", in cui quattro radicali cambi di ritmo fanno sputare le ultime energie nervose. 
Le altre tracce sono sofferte come poche, un percorso nelle inadeguatezze personali che trova il proprio possibile esorcismo in una valanga di parole che stanno conficcate in gola, con un disperato bisogno di essere urlate: da "Coperta" a "Calci in faccia", passando per l'anti-inno "Odio suonare" e per alcuni momenti pesantissimi a livello emotivo. "
(Da Rockit) 

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