venerdì 16 agosto 2013

Skunk Anansie "Black Traffic" Tour - Gallipoli - 14 Agosto 2013 Reportage

Era uno degli eventi più attesi dell'estate 2013. Siamo felici di poter condividere nel Blog la recensione e le foto di una nostra lettrice Mariella Prencipe che era proprio sotto il palco dopo aver aspettato per mesi la data dell'evento avendo acquistato i biglietti non appena pubblicammo il post sul concerto degli Skunk Anansie nell'ormai lontano mese di Aprile. Abbiamo aspettato per mesi ed ecco la recensione e le foto del concerto:



Skunk Anansie "Black Traffic" Tour - Gallipoli - 14 Agosto 2013
Il pubblico del Gondar ha sofferto tanto per l'attesa, ma è certamente stato ricompensato dall'ultima tappa italiana degli Skunk Anansie.
I tanti fan accorsi hanno potuto apprezzare la professionalità e la capacità di trasmettere la vera passione per la musica rock di un gruppo che è tra i più apprezzati non solo a livello europeo, soprattutto grazie alla paladina del rock al femminile.
Lei, Skin, luminosissima nella sua pajettata tuta nera ha mostrato subito tutta la sua energia vocale e fisica nei brani del recente album come "I believed in you"  e "This is not a game", ma anche nel brano adrenalina come "Yes it's fucking political", preceduto da una breve sottolineatura rispetto all'attuale situazione politica mondiale ed italiana. 
Il tutto in un intenso crescendo da "Weak" al  più recente "God loves only you",  fino ai masterpiecies come "Charlie big potato" e "Secretly", accompagnati dal coro del pubblico Gondar in delirio che Skin ha sempre ringraziato con il suo dolcissimo "Grazie a tutti"   dall'immancabile accento anglosassone.
E poi, come succede solo ai veri concerti rock, per ben due volte la cantante, mostrando una eccezionale sicurezza, si è fatta trasportare dal fiume di braccia del pubblico delle prime file.
Ballata della serata la notissima  "You'll follow me down" eseguita con l'accompagnamento della sola chitarra di Ace e, naturalmente,  l'immancabile coro dei fan; unica pausa per gli altri strumentisti Cass Lewis (basso) e Mark Richardson (batteria).
Finale graffiante con "Little baby swastikka" e con tutta la platea che si sedeva e si sollevava al comando della virtuosa voce di Skin (Deborah Anne Dyer).









Ancora una volta siamo felici di essere riusciti a condividere la passione per la musica e la voglia di condividerla con chi non ha la fortuna di seguire dal vivo tutti i concerti. Siamo ultra felici di constatare che sono sempre di più le persone che seguono il blog e decidono di mettersi in gioco pubblicando le loro foto e le loro personalissime recensioni.

Grazie a tutti, grazie Mariella.


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